I rapporti segreti tra potere politico e mafia

Come molti di voi, ho conosciuto la mafia in televisione e al cinema prima che nella vita reale. Chi può evitare la seduzione di film come “Il padrino”, “Scarface” o “Quei bravi ragazzi” che mostrano la mafia come un fenomeno alimentato da racket, corruzione, traffico di armi e droga, casinò e prostituzione.

Sui libri di storia è possibile apprendere una cosa fondamentale: benchè la mafia sia un fenomeno molto antico, esso oggi trova giovamento nel sistema elettorale previsto dal regime democratico. La lottizzazione, la ricerca al consenso, ai voti, la campagna elettorale, e soprattutto la spartizione di appalti e licenze, affianca molte volte mafia e politica.

Quando si parla di mafia si intende la mafia siciliana e si parla sempre di Corleone o Palermo. Se questo poteva andare bene 50 anni fa, oggi non corrisponde più alla realtà. Prima di tutto perché non esiste una sola mafia, ma molti tipi di mafie, caratterizzate da diverse e specifiche localizzazioni geografiche, contesti socio-economici e regole.

In secondo luogo, la mafia si è istituzionalizzata. Non fa più la guerra allo Stato, ma cerca di diventare lo Stato; non è più gestita da allevatori e contadini ignoranti, ma da colletti bianchi, avvocati, notai, dottori, giudici, magistrati, generali, ingegneri, politici, amministratori che utilizzano la manovalanza facilmente reperibile in aree economicamente e socialmente depresse per costrutire una struttura gerarchizzata e funzionale.

Oggi le mafie corrompono il sistema democratico per far parte delle istituzioni e risolvere i propri affari non più con la violenza, ma con il potere politico. Sono situazioni complesse, strutturalizzate in connessioni tra servizi segreti, industrie, politici, apparati militari.

Negli anni della Guerra Fredda, per esempio, la necessità di mantenere l’Italia un paese occidentale, membro della Nato e antagonista del blocco socialista, ha richiesto l’utilizzo delle mafie, dei servizi segreti deviati, delle logge massoniche e di alcuni apparati militari.

Oggi la Guerra Fredda non esiste più, ma le relazioni criminali precedentemente tessute tra mafie e Stato, continuano a esistere e indebolire il paese.