Una giornalista americana alle prese con l'Italia

Affascinata e incuriosita dalle parole di Gothe - "Visitare l’Italia senza aver visto la Sicilia è non aver visto niente dell’Italia. La Sicilia è la chiave di tutto” - dopo gli studi alla St. John's University di Roma mi sono trasferita a Palermo. Lì ho compreso cosa intendeva dire Gothe. L’Italia non può essere osservata solo dal Colosseo, dalle gondole di Venezia o dalla Madonnina di Milano. L’Italia, per essere capita e compresa, deve essere osservata e vissuta dalla Sicilia, microcosmo rappresentante il macrocosmo italiano.

A Palermo ho vissuto due anni, prima in un piccolo appartamentino costruito dove una volta crescevano i gelsomini, poi in un piccolissimo monolocale al centro della città, nelle vicinanze del mercato. Quelli furono mesi intensi. Insegnavo inglese a qualche studente, traducevo documenti e ogni tanto portavo fuori il cane della mia vicina.

Un giorno contattai il Rhode Island Review per proporre un reportage sui recenti arresti di esponenti mafiosi italo-americani. La redazione acconsentì e così iniziai a scrivere. Quel reportage lo tengo ancora in mente. Ne ricordo a memoria alcune parti. A Palermo iniziarono a chiamarmi la “giornalista americana”.

Pubblicare qualche reportge per una rivista americana non ti rende giornalista, ma le voci lo fanno. Così, un giorno, ricevetti una proposta di collaborazione con il settimanale “Panorama”. Mi dissero di scrivere la mia opinione su alcuni fatti di cronaca e sulla relazione tra questi e il mondo economico italiano.

Quando la collaborazione con “Panorama” divenne solida, lasciai Palermo per trasferirmi a Milano. Lì moltiplicai le mie conoscenze. Se in Sicilia provavo una fatica enorme a trovare i colleghi, a Milano questi venivano da me. Iniziai a collaborare con “l’Espresso”, con “l’Unità”, “La Stampa” e “Il Corriere della Sera”.

Quando “Il Corriere della Sera” pubblicò il mio primo articolo, trovai Dori, una bellissima gattina bianca che da allora mi fa compagnia. Nel novembre 2010 ho partecipato per la prima volta in vita mia a un programma televisivo “Uno Mattina” e pochi giorni dopo ho iniziato a collaborare con la Radio RTL.

Oggi vivo a Roma, sono iscritta alla Federazione Americana dei Giornalisti, collaboro con i giornali italiani e con il primo amore “Rhode Island Review” scrivendo di politica, economia, società e storia italiana, e sto per pubblicare il mio primo libro.